Trading non direzionale

Sempre più spesso sentiamo parlare di trading non direzionale. Cosa è il trading non direzionale? Rappresenta una tipologia di trading basato sulle opzioni , attraverso le  quali si cerca di generare profitto dai movimenti laterali del mercato. Molti affermano che il trading non direzionale dia la possibilità di guadagnare in maniera costante con pochi rischi. Quanto c’è di vero?  Noi consideriamo il trading non direzionale una modalità di trading, che come ogni attività di trading ha il suo profilo rischio/rendimento.

Bisogna inoltre tenere presente che per attuare strategie di trading non direzionale è necessario vendere opzioni,  tipologia di operazione che non offrono tutti i broker, ma soprattutto molto rischiosa per investitori non professionisti. Secondo il nostro punto di vista, il trading non direzionale permette di realizzare piccoli profitti quasi in maniera costante, se però una sola volta il mercato esplode nella volatilità, si rischia di perdere in una sola volta tutti i profitti realizzati. Ma in questa sezione descriviamo quali sono le principali strategie di trading non direzionale, partendo dalla descrizione delle opzioni, quindi poi parleremo di calendar spread e infine di Iron condor.

Ti segnalo che puoi scaricare gratuitamente un file che permette di calcolare i payoff delle opzioni che potrai utilizzare per scopi didattici e comprendere meglio il trading non direzionale.

Indice

Le opzioni per il trading non direzionale

Cosa sono le opzioni

Una opzione è un contratto per comprare o vendere un prodotto finanziario specifico definito come strumento sottostante. Il contratto è molto preciso,gli elementi sono:. un prezzo specifico, chiamato strike price , una data di scadenza ;un premio pagato per l’acquisto dell’opzione.

Se si acquista una opzione call, si ha il diritto di acquistare il titolo sottostante al prezzo d’esercizio(strike price) entro la data di scadenza stabilita dal contratto di opzione. Se si acquista una put, si ha il diritto di vendere lo strumento sottostante al prezzo di esercizio(strike price) entro la data di scadenza stabilita dal contratto. In relazione alla data di scadenza distinguiamo le opzioni di tipo europeo , per le quali l’opzione può essere esercitata solo alla data stabilita dal contratto dalle opzioni americane per le quali l’opzione può essere esercitata entro la data di scadenza. In entrambi i casi , call opzione e put opzione , il titolare può alla data di scadenza decidere se esercitare o meno l’opzione. Eserciterà l’opzione in funzione del prezzo di mercato dello strumento sottostante. Un esempio molto semplice chiarirà il concetto.

Nel mese di maggio il titolo unicredit quota 1,60. Acquisto un’ opzione call con strike price 1,70 e scadenza giugno. Pago un premio. Se nel mese di giugno (alla data di scadenza del contratto ) Unicredit quoterà più di 1,70 io eserciterò l’opzione acquistata cioè comprerò unicredit a 1,70 (strike price) , avrò guadagnato la differenza tra la quotazione di Unicredit e 1,70 (per conoscere il guadagno netto bisogna sottrarre il premio pagato). Se il titolo quoterà meno di 1,70 non eserciterò l’opzione ed avrò perso il premio pagato. Discorso opposto per le opzioni put, per le quali guadagnerò se il titolo alla data di scadenza quoterà un valore più basso dello strike price.

Opzione call

Quindi acquistando un’ opzione call scommetto su un rialzo dello strumento finanziario. La massima perdita deriva dal premio pagato, al contrario il guadagno è illimitato e dipende dal mercato. Il premio ovviamente anche in questo caso sconta le probabilità di guadagno.

Opzione put

Acquistando un’ opzione put scommetto su un ribasso dello strumento finanziario. La massima perdita deriva dal premio pagato, al contrario il guadagno è illimitato e dipende dal mercato. Il premio ovviamente sconta le probabilità di guadagno.

Un trader oltre ad acquistare un opzione, può anche venderla. In questo caso cambia di tanto il profilo rischio/rendimento dell’operazione. Vendendo un’ opzione infatti si incassa subito il premio ma ci si espone a perdite illimitate. Se il mercato gira nel verso di chi ha acquistato l’opzione, chi ha venduto quella stessa opzione deve pagare l’acquirente. Vendere un opzione può avere una logica ed un senso solo nell’ambito di costruzione di una strategia di opzioni.

Il premio di un’opzione

Quando si acquista una opzione, il prezzo di acquisto è chiamato premio.  Se si vende, il premio è l’importo che si riceve. Il premio non è fisso e cambia continuamente  ,il premio che si paga oggi probabilmente è superiore o inferiore al premio di ieri o di domani. Le variazioni dei prezzi riflettono ciò che i compratori sono disposti a pagare e ciò che i venditori sono disposti ad accettare per l’opzione, che dipende dalle condizione del mercato

Il valore delle opzioni

Il valore di un opzione dipende dalla condizione in cui l’opzione si trova, nel linguaggio delle opzioni è solito usare questi termini: in-the-money o out-of-the-money alla scadenza. Un’opzione call è in-the-money se il valore corrente di mercato del titolo sottostante è superiore al prezzo di esercizio dell’opzione, e out-of-the-money se lo stock è al di sotto del prezzo di esercizio. Un’opzione put è in-the-money se il valore corrente di mercato del titolo sottostante è inferiore al prezzo d’esercizio e out-of-the-money se è sopra di esso. Se l’opzione non è in-the-money a scadenza, l’opzione viene considerata priva di valore.

Il premio di un’opzione può essere scopmposto in due parti: un valore intrinseco e un valore temporale. Valore intrinseco è l’importo inerente alla condizione dell’opzione(se è in-the-money o out of the money). Valore temporale,  più lungo è il tempo per arrivare alla scadenza, maggiore è la probabilità che l’opzione possa diventare in the money , maggiore è il valore dell’opzione.

Trading non direzionale con il Calendar spread

Quando ci si aspetta dal mercato un movimento laterale è possibile attuare  una strategia di trading non direzionale con le opzioni che permette di sfruttare la lateralità del mercato: Calendar spread.  Questa strategia comporta la vendita di una opzione con scadenza vicina, contro l’acquisto di un’opzione (con lo stesso prezzo di esercizio), con una data di scadenza  più lontana. Quindi un calendar spread è formato da due opzioni di segno opposto con stesso strike price e scadenze diverse. Perché un calendar spread dovrebbe creare valore al nostro portafoglio in un mercato laterale?

Sappiamo che il tempo rappresenta parte del valore di un opzione (maggiore è il tempo, maggiore è la possibilità che l’opzione diventi in the money). Avendo in portafoglio le due opzioni con scadenze diverse accadrà certamente, in un mercato laterale, che l’opzione con scadenza più vicina tenderà a perdere molto più velocemente valore rispetto quella con scadenza più lontana. In un mercato laterale, l’opzione su cui si è short, quella con scadenza più vicina, tenderà a perdere più valore rispetto l’opzione sulla quale si è long, quella con scadenza più lontana.  Giunti quindi alla scadenza della prima opzione è possibile chiudere l’opzione con scadenza più lunga è incassare lo spread, il profitto. Oppure è possibile tenere aperta l’opzione long,(se si pensa che il mercato rimanga flat e se c’è il tempo) e riaprire una nuova posizione short con scadenza vicina.

In un mercato in trend, quindi se viene meno l’ipotesi di base, accade che l’opzione con scadenza più vicina aumenta di valore in maniera più forte rispetto quella con scadenza più lontana e quindi lo spread diventa negativo. Alla scadenza della prima opzione realizziamo una perdita. Condizione necessaria per attuare questa strategia è che l’opzione che vendiamo sia sopravalutata, e quello che acquistiamo il contrario. Lo spread tra i due premi deve essere minimo. Facciamo un esempio numerico (molto semplificato) per chiarire la strategia :

Il titolo unicredit ha una resistenza importante a 1,80. Il titolo quota 1,70. Oggi che è maggio compro  un opzione call con scadenza agosto e vendo un opzione call con scadenza giugno. Entrambe strike price 1,80. Certamente il premio incassato sarà minore di quello pagato e quindi avrò un differenziale negativo. Se la mia intuizione è stata giusta ed il titolo rimane sotto 1,80,piano piano che si avvicina giugno, l’opzione venduta perderà valore molto più velocemente rispetto quella acquistata, e quindi avrò creato valore. L’opzione short guadagnerà di più dell’opzione long. Al contrario se il titolo romperà 1,80 prima di giugno, la strategia mi comporterà una perdita. In realtà i professionisti quando si accorgono che le cose non vanno come previsto agiscono modificando la loro strategia in opzioni per evitare il peggio, ma ad ogni modo realizzeranno delle perdite.

Trading non direzionale con Iron condor

Iron condor è una strategia di opzioni che può essere usata quando ci si aspetta un movimento del titolo (strumento finanziario) all’interno di un determinato range. In pratica si creano due credit spread. Si vende una call con strike price più vicino al prezzo di mercato e si acquista una call con strike price più lontano. La differenza tra premio pagato e premio incassato sarà positiva. Si fa lo stesso con le put. Si vende una opzione put con price strike vicina al prezzo di mercato e si acquista una con strike price più lontano. Anche in questo caso la differenza tra premio incassato e premio pagato sarà positiva. Se lo strumento rimarrà all’interno del trading range delineato dagli strike price più vicini avremo incassato i credit spread. Facciamo un esempio per semplificare:

Unicredit adesso maggio quota 1,60. Così vendo una opzione call con strike price 1,70 e acquisto una call con strike price 1,75 entrambe con scadenza giugno. La differenza tra i premi  mi avrà generato un credito a favore. Poi vendo un’opzione  put con strike price 1,50 e acquisto un’opzione  put con strike price 1,45, sempre scadenza giugno. Anche in questo caso avrò creato un credit spread, ovvero avrò guadagnato grazie  la differenza tra premio pagato e premio incassato.  Se Unicredit fino a scadenza delle opzioni  rimarrà nel trading range 1,50 – 1,70 avrò guadagnato sui credit spread. Quando invece le cose non vanno come pronosticato è necessario agire per evitare perdite. Le perdite ovviamente saranno funzione della differenza tra gli strike price dei relativi credit spread. In questo caso 1,75-1,70 e 1,50 e 1,45.