Borsa e Economia

Il legame tra borse ed economia è fortissimo e in questo approfondimento cercheremo di capire cos’è l’economia e come essa influenza le borse.

Indice

Definizione Economia

Dall’enciclopedia Treccani: l’economia è il complesso delle risorse e delle attività rivolte alla loro utilizzazione, di una regione, uno Stato, un continente, il mondo intero. Anche uso razionale del denaro e di qualsiasi mezzo limitato, che mira a ottenere il massimo vantaggio a parità di sacrificio, o lo stesso risultato con il minimo dispendio.

I temi fondamentali dell’economia sono: la produzione e il consumo di beni e servizi. Il problema dell’economia è dato dal fatto che le risorse sono limitate mentre gli obiettivi umani sono infiniti. I fattori della produzione sono di tre tipologie:

  • Risorse umane, il  lavoro.
  • La natura, la terra e le materie prime.
  • Risorse derivate, il capitale.

Il consumo e la produzione generano la Domanda e l’offerta aggregata. L’economia studia  la continua interazione tra produzione di beni e servizi e consumo di beni e servizi.

Domanda e Offerta Aggregata

Il prodotto nazionale o reddito di economia, è dato dal valore di tutti i beni e servizi finali prodotti dall’economia considerata, in un dato periodo di tempo, in genere si considera un anno. La domanda aggregata rappresenta la spesa totale per l’acquisto dei beni e dei servizi effettuata da un economia in un dato periodo. Essa si compone di:

  • Consumo delle famiglie
  • Investimenti delle imprese
  • Spesa pubblica e importazioni.

Una domanda aggregata superiore all’offerta genera:

  • Inflazione, aumento generalizzato del livello dei prezzi. Se la richiesta di beni e servizi ne supera la produzione, un primo effetto è l’aumento dei prezzi.
  • Un secondo effetto è il disavanzo di parte corrente della bilancia dei pagamenti. Per soddisfare la maggiore domanda, la nazione è costretta ad aumentare le importazioni dall’estero. 

La politica macroeconomica cerca di influire il raggiungimento dell’equilibrio tra la domanda e l’offerta.

Quando la domanda aggregata è invece troppo bassa rispetto all’offerta si genera una riduzione della produzione. Per un economia, una riduzione della produzione significa recessione.  Di conseguenza si genera disoccupazione. 

Gli obiettivi della macroeconomia

La macroeconomia è quella parte dell’economia politica che  si occupa dello studio del sistema economico in modo aggregato col fine di mantenere un equilibrio. Gli obiettivi della macroeconomia sono:

  • Alto tasso di Crescita economica. Il governo cerca di raggiungere un alto tasso di crescita economica nel lungo periodo.
  • Riduzione della Disoccupazione. Il governi cercano di assicurare che il tasso di disoccupazione sia il più basso possibile, la disoccupazione rappresenta uno spreco di risorse umane e i sussidi di disoccupazione rappresentano un costo.
  • Inflazione Bassa. Con inflazione si intende un aumento generale dei prezzi all’interno dell’economia. Mantenere l’inflazione bassa e stabile è importante poiché permette di prendere decisioni finanziarie più facilmente.
  • Equilibrio della Bilancia dei pagamenti. La bilancia dei pagamenti di un paese registra tutte le transazioni avvenute in un dato periodo tra i residenti di un ’economia e il resto del mondo. I governi cercano di assicurare equilibrio della bilancia dei pagamenti.

Perseguire uno dei quattro obbiettivi identificati può compromettere il raggiungimento di almeno uno degli altri obiettivi .

L’equilibrio dell’economia

Equilibrio Economia

Analizziamo come le dinamiche della domanda aggregata possono influire gli altri obiettivi. La domanda aggregata rappresenta la spesa totale per l’acquisto dei beni e servizi effettuata da un economia in un dato periodo ed è formata di : consumo delle famiglie, investimenti delle imprese, spesa pubblica ed importazioni. Il reddito delle famiglie e delle imprese è soggetto a prelievi e immissioni. I prelievi sono.

  • Risparmio netto. Il Risparmio è la parte di reddito che le famiglie decidono di non  spendere oggi.
  • Imposte nette. Pagando le tasse si riduce il reddito disponibile.
  • Importazioni. Spendiamo parte del nostro reddito per acquistare beni e servizi importati dall’estero.

Le immissioni sono:

  • Investimenti, ad esempio la spesa delle imprese per acquistare impianti.
  • Spesa pubblica, spesa dello stato in beni o servizi prodotti dalle imprese.(es. strade, ospedali e scuole).
  • Esportazioni. Quando i non residenti acquistano e immettono moneta in un altro sistema economico.

Esistono legami tra risparmio e investimento, tra imposte e spesa pubblica, tra importazioni ed esportazioni. Tali variabili sono influenzate da scelte di politica economica: tassi di interesse, tassazione, spesa pubblica eccetera. Immissioni e prelievi determinano lo stato di equilibrio dell’economia. Se le immissioni superano i prelievi avremo  un aumento della domanda aggregata (crescita economica, tendenza al rialzo dell’inflazione).

In caso di immissioni inferiori ai prelievi avremo l’esatto contrario.

Politica fiscale

La politica fiscale riguarda le decisioni relative alla spesa pubblica e all’imposizione fiscale con l’obiettivo di influenzare la domanda aggregata.

Gli obiettivi sono:

  • Prevenire disequilibri rilevanti nell’economia
  • Mitigare le fluttuazioni dovute al ciclo economico

Lo scopo è  impedire che la domanda aggregata si discosti dal suo sentiero di crescita di lungo periodo.

Le decisioni di politica fiscale modificano rispettivamente i prelievi e le immissioni del flusso circolare del reddito, e quindi influenzano la domanda aggregata e l’equilibrio dell’economia.

Esistono Vincoli nelle decisioni relative alla politica fiscale. La politica fiscale determina il bilancio dei uno stato.

La differenza tra entrate (gettito fiscale) e uscite (spesa pubblica) è detta saldo pubblico.

Quando in un periodo la spesa pubblica eccede le entrate fiscali al netto dei trasferimenti si ha un disavanzo di bilancio. Si ha invece un avanzo nel caso contrario. L’ammontare del disavanzo rappresenta il fabbisogno finanziario del settore pubblico, tale disavanzo di bilancio deve essere finanziato indebitandosi, ovvero  emettendo titoli del debito pubblico. Lo stato nei periodi successivi dovrà pagare gli interessi sul debito contratto.

Il disavanzo primario è la differenza tra spesa pubblica ed entrate fiscali mentre il disavanzo totale è dato dal disavanzo primario più il pagamento degli interessi sul debito.

  •  Il bilancio statale è influenzato in parte da eventi esogeni  e in parte da decisioni prese dal governo.
  • Il debito pubblico è costituito dalla somma di tutti i disavanzi passati e si misura in termini relativi al PIL.

Il debito è rilevante a seconda di quanto il governo,  è in grado di tenerlo a bada. Per questo motivo si misura in termini relativi al PIL.

Il bilancio dello stato varia in funzione del variare della crescita economica. In recessione le entrate diminuiscono e le uscite aumentano. Il contrario in una fase di espansione. Di conseguenza, nelle fasi estreme del ciclo, il bilancio dello stato è diverso dal suo valore nelle fasi intermedie del ciclo. Le decisioni di politica fiscale dovrebbero tenere conto delle condizioni economiche.

Politica Monetaria

La politica monetaria riguarda le decisioni prese dalla banca centrale per influenzare il costo e la disponibilità del denaro nell’economia con il fine di influenzare la crescita economica e/o l’inflazione. Il controllo dell’inflazione è un obbiettivo primario per la politica monetaria e negli anni recenti molte banche centrali dei paesi industrializzati hanno adottato politiche finalizzate a mantenere il tasso di inflazione entro un certo livello prefissato.

Nell’Unione Europea è la BCE l’organo preposto alla gestione della politica monetaria. E’ indipendente dai governi degli stati dell’area Euro e lo scopo principale della politica monetaria è non superare un target per il tasso di inflazione pari al 2%. L’organo predisposto alla politica monetaria negli USA è la Federal Reserve e sulla carta è indipendente dal Governo.

La banca centrale utilizza  principalmente due categorie di strumenti per raggiungere i suoi obiettivi:

  • Controllo dell’offerta di moneta
  • Controllo dei tassi di interesse 

Distinguiamo principalmete due tipologie di politica monetaria

  • Una politica monetaria espansiva è realizzata con aumento dell’offerta di moneta e riduzione del tasso di interesse. Ciò comporta un incremento dell’indebitamento del settore privato e della spesa dei consumatori, stimolando così la crescita economica. Di contro, la politica monetaria espansiva può generare un aumento dell’inflazione.
  • La politica monetaria restrittiva è realizzata attraverso la diminuzione dell’offerta di moneta e l’aumento del tasso di interesse. Ha come obiettivo la riduzione del tasso di inflazione. La politica monetaria restrittiva è necessaria per il controllo dell’inflazione ma di contro può rallentare la crescita economica, infatti può deprimere l’indebitamento e la spesa dei consumatori e delle imprese.

Economia e decisioni umane

Le azioni di politica fiscale e  monetaria influenzano l’economia. Il prezzo delle azioni è influenzato dai profitti delle aziende che a loro volta sono influenzati dall’andamento economico. La riforma fiscale di Trump del 2017 ha aumentato i profitti delle compagnie stimolando piani di buyback, acquisto di azioni proprie. Così come l’aumento di offerta di moneta degli ultimi anni unito ai bassi tassi di interesse determinato un aumento della domanda di asset finanziari, influenzando direttamente il prezzo delle azioni. Ma cosa sono le politiche economiche?  Le politiche economiche sono decisioni prese da essere umani. Gli operatori acquistano o vendono asset finanziari in funzione di decisioni politiche prese da altri uomini.

 Possiamo quindi affermare che una buona parte dell’andamento delle borse è legato alle reazioni – razionali e non –  di uomini in seguito alle decisioni prese da altri uomini.

Il ruolo delle aspettative

Adesso che conosciamo il legame tra economia e azioni è necessario introdurre il concetto di aspettative. Un ruolo importante nelle scelte di allocazione delle risorse degli investitori è dato dalle aspettative.  Immaginiamo di trovarci in una fase di forte recessione economica. L’annuncio di una politica monetaria espansiva potrebbe, nonostante dati macroeconomici pessimi, avere un forte effetto rialzista sui mercati azionari. Viceversa, in una forte fase espansiva dell’economia, l’annuncio di una politica monetaria restrittiva potrebbe spingere verso il basso le quotazioni, nonostante la forza dell’economia.

Le quotazioni azionarie infatti anticipano le fasi dell’economia. Le aspettative degli investitori, influenzate dalle attuali politiche economiche, creano i trend dei mercati azionari. Negli ultimi anni, ci sono stati periodi in cui alla pubblicazione di dati macroeconomici fortemente negativi, il mercato azionario rispondeva con rialzi. I dati negativi aumentavano infatti le probabilità che le autorità agissero con politiche economiche espansive e quindi influenzavano positivamente le aspettative degli investitori.

Intercettare le aspettative degli operatori sulla base di quello che accade nel mondo economico/politico/sociale è il primo step per aumentare le probabilità di individuare la direzione dei mercati nel medio termine.