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La scelta.

Per scegliere il mutuo bisognerà partire dalle proprie esigenze e valutarle molto bene. Esiste, infatti, una tale offerta di diverse soluzioni che potremmo dire che sicuramente qualche Istituto di Credito avrà il prodotto che sembra confezionato su misura  per le nostre richieste. Quindi, anche per il mutuo, sarà opportuno visitare il più alto numero di Banche al fine di scegliere l'offerta migliore per noi.Se possibile, evitate di rivolgervi a società finanziare, se non avete assicurazione sulla loro affidabilità e serietà professionale.

L'importo.

Innanzitutto, il mutuo, salvo rare eccezioni, non sarà concesso che per un importo massimo del 75% del valore commerciale dell'immobile da ipotecare .

L'importo delle rate, inoltre, non potrà mai superare un terzo del reddito del mutuatario (cioè di chi lo paga). Quest'ultimo limite, tuttavia, potrà essere superato con il generoso intervento di terzi (normalmente varia parentela, più o meno stretta) che garantiscano il pagamento delle rate (cioè prestino fideiussione).

La durata.

Altro modo per superare il limite del reddito è quello di diluire molto nel tempo la restituzione del capitale mutuato (cioè dato in prestito). Cento milioni da pagare in dieci anni comporteranno una rata di rimborso più alta rispetto alla medesima somma da rimborsare in quindici o venti anni. E' ovvio, tuttavia, che in quest'ultimo caso gli interessi da versare alla Banca, sebbene nominalmente uguali (cioè, per esempio, in entrambi i casi del 4%), saranno molto più alti essendo più lungo il termine di restituzione. Minore sarà la durata del mutuo, minore sarà l'importo degli interessi da versare alla Banca.

Tasso fisso e tasso variabile.

L'eterno dilemma non sembra trovare soluzione se non nelle attitudini del singolo debitore.Nel caso di tasso fisso, infatti, a fronte di una percentuale più alta di interessi, avremo la certezza che per nessun motivo questi potranno cambiare, anche nel caso di inflazione vertiginosa .Nel caso di tasso variabile, a fronte di un interesse iniziale molto basso, dovremo correre il rischio di un aumento del tasso di inflazione e, conseguentemente, del tasso di interesse applicato. Molto interessanti sono le soluzioni intermedie: un periodo a tasso fisso e poi la possibilità di scegliere se continuare o optare per un tasso variabile. E viceversa.Considerate, poi, che spesso i mutui prevedono un periodo cd. di "preammortamento". Cioè il mutuo non entra a "regime" subito, alla data della stipula del contratto, ma in un secondo momento. In questo periodo, il tasso sarà diverso rispetto a quello previsto a "regime". Inoltre, alcune Banche prevedono un tasso più favorevole per il primo periodo, per poi modificarlo dopo un certo periodo di tempo. Per avere un metro di riscontro, valutate sempre le condizioni del mutuo a regime.Bisogna ammettere che qualche volta è estremamente difficile capire il metodo di calcolo degli interessi praticati dalla Banca in caso di tasso variabile. Tenete presente che gli Istituti di Credito, per il calcolo degli interessi, hanno un parametro di riferimento , che si desume da dati oggettivi e aggiungono a questo una certa percentuale detta "SPREAD".

 

     
   
     
   
                         
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